IL GRANELLO DI SABBIA!
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Questa è la lettera di addio apparsa oggi sul CORRIERA_della_SERA ad opera di Rita Clementi, 47 anni, 3 figli, ricercatrice precaria che scoperse l’origine genetica di alcune forme di linfoma maligno, che ci aiuta ad introdurre in maniera esemplare il concetto di granello di sabbia, un granello o macigno come lo vogliate chiamare, che da sempre blocca l’ingranaggio della ricerca, dell’innovazione, l’ingranaggio di una società pulita, fondata sulla meritocrazia, sull’onestà, sulla verità, una lettera che riassumo nelle sue conclusioni finali……
" Desidero evidenziare proprio questo: il sistema antimeritocratico danneggia non solo il singolo ricercatore precario, ma soprattutto le persone che vivono in questa Nazione. Una «buona ricerca» può solo aiutare a crescere; per questo motivo numerosi Stati europei ed extraeuropei, pur in periodo di profonda crisi economica, hanno ritenuto di aumentare i finanziamenti per la ricerca.
È sufficiente, anche in Italia, incrementare gli stanziamenti? Purtroppo no. Se il malcostume non verrà interrotto, se chi è colpevole non sarà rimosso, se non si faranno emergere i migliori, gli onesti, dare più soldi avrebbe come unica conseguenza quella di potenziare le lobby che usano le Università e gli enti di ricerca come feudo privato e che così facendo distruggono la ricerca.
Con molta amarezza, signor presidente, la saluto.
Rita Clementi.
Non si tratta solo dell’innovazione o della ricerca, si tratta di qualunque settore della vita economica e sociale di questo paese, che ha bisogno di uno scatto di orgoglio, ha bisogno di un atto di dignità, che lo faccia uscire da un sistema feudale, di intrecci politico/finanziari/imprenditoriali che sono come macigni che dalla notte dei tempi sostano negli ingranaggi dei sogni di ogni uomo. Questa è la scelta di Icebergfinanza, la Verità è Figlia del Tempo, oggi più che mai, momento imperdibile di cambiamento, il momento del coraggio di tutti coloro che si riconoscono in queste parole….
" Succhiare il midollo della vita non significa strozzarsi con l’osso, c’è un tempo per il coraggio ed un tempo per la cautela ed il vero uomo sa come distinguerli. …….
Come scrive Wikipedia, Il criterio di efficienza (o di compensazione) di Kaldor-Hicks è una teoria economica introdotta da due economisti, Nicholas Kaldor e John Richard Hicks, nel 1939 e tratta i problemi di confronti in termini di benessere sociale.
Secondo il criterio di efficienza, una modificazione nell’allocazione delle risorse è efficiente se il benessere ottenuto da alcune componenti supera le perdite di benessere subite da altri componenti. Perché vi sia efficienza è fondamentale che coloro che subiscono una perdita di benessere rimangano in una situazione migliore rispetto a coloro verso i quali la modificazione dell’allocazione ha operato favorevolmente.
Tutto ciò ovviamente in questa crisi non è avvenuto, ma a me importava riportare una metafora di Hicks, secondo il quale, nel sistema finanziario, di tanto in tanto, bisognerebbe inserire dei granelli di sabbia, in maniera da rallentarne la velocità!
Molti di voi ricorderanno certamente la ormai leggendaria discussione sulla TOBINTAX che vi invito a rileggere sempre su Wikipedia, ma ben pochi conoscono le parole di James Tobin, premio nobel all’economia pronunciate nel suo “On the Efficiency of the Financial System”, Fred Hirsch Memorial Lecture, New York, Lloyds Bank Review
I have decided … to voice some sceptical views of the efficiency of our vast system of financial markets and institutions. These views run against current tides – not only the general enthusiasm for deregulation and unfettered competition but my profession’s intellectual admiration for the efficiency of financial markets.
Un sistema troppo grande ed inefficiente quello finanziario, che ai suoi tempi forniva solo il 7/8 % dei profitti al netto delle tasse contro percentuali attuali che seconso alcune analisi vanno dal 30 al 80 %.
La finanza in questi anni ha distrutto valore…..come disse Tobin:
(…) Ho paura che stiamo dedicando sempre più risorse, incluse l’energia dei nostri migliori giovani, per attività finanziarie che nulla hanno a che fare con la produzione di beni e servizi, attività che procurano alti compensi, decisamente fuori misura rispetto alla loro valenza sociale. Ho il sospetto che l’immenso potere dei computer venga messo a servizio di questa economia di carta, non per avere transazioni a minor costo, ma per gonfiare quantità e varietà degli scambi finanziari
Willem Buiter nel suo recente post dal titolo "Useless finance, harmful finance and useful finance" QUI ci parla di finanza tra gioco d’azzardo, azzardo morale e biglietti della lotteria…
(…) The collective hubris of the banking sector (broadly defined to include all the shadow-banking sector institutions like hedge funds, private equity funds, SIVs, conduits, other investment funds, AIG-style insurance companies etc.) means that enormous volumes of bets are placed on the behaviour of endogenous variables. The first consequence of this is that, since derivatives trading is not costless, scarce skilled resources are diverted to what are not even games of pure redistribution. Instead these resources are diverted towards games involving the redistribution of a social pie that shrinks as more players enter the game.
Wiston Churchill, disse di voler un giorno assistere ad una finanza meno superba e ad un’industria più contenta.
Confesso che ancora oggi osservo meravigliato al fiume di analisi e ragionamenti su questa crisi che alla fine, girano sempre intorno, evitandolo, a quel piccolo granellino di sabbia che con il tempo è diventato un autentico macigno, ovvero quello relativo all’intreccio tra finanza e politica, spesso allargato all’impresa, un meccanismo quello della finanza e dell’economia, oliato quotidianamente dalle lobbies, una dinamica quella di questa crisi che secondo la mia opinione verrà deviata dal classico granellino di sabbia nell’immenso ingranaggio.
Qualunque azione intrapresa in questa crisi ha visto l’immancabile presenza dell’interesse privato e delle lobbies di potere prevalere sempre e comunque sull’interesse collettivo.
Torno a ribadire per l’ennesima volta che secondo il mio parere il granello di sabbia per eccellenza di questa crisi e quello che ha originato la Grande Depressione sta nascosto negli ingranaggi della disuguaglianza dei redditi, una bilancia che ha visto scendere i redditi a favore dei profitti, un mancanza di "peso" che la storia ha sempre compensato attraverso il ricorso al debito.
Oggi il circuito virtuoso del risparmio, la riflessione che è in atto sul fallimento di alcuni meccanismi dell’economia capitalista è l’essenza di un processo economico che non può prescindere dalla "droga" del consumo, un consumo abbinato all’avidità e alla redditività di breve termine, che ha distrutto la sostenibilità di qualsiasi processo produttivo.
Chiunque legga da sempre Icebergfinanza sa che la disintegrazione di questo sistema economico e finanziario ha origini di natura antropologica, ma per restare in tema di analisi economica, questa quei sotto è una delle tante prove di un sovrapproduzione mondiale in molti dei settori produttivi:
" TORINO (awp/ats/ansa) I produttori d’auto sono troppi, bisogna razionalizzare per contrastare la sovracapacità produttiva dell’industria europea. Questa volta il richiamo arriva dal vicepresidente della Fiat, John Elkann (…) "L’auspicio - dice Elkann - è che alla fine di questa crisi ci possano essere meno produttori di auto. Sfortunatamente quello che sta accadendo oggi è il contrario". La Fiat, spiega, si è trovata a dover fare fronte a un crollo del mercato del 25 per cento. "Questo calo - ha detto Elkann - nonostante il sostegno di molti governi europei, è ancora più forte per un settore che soffre di sovracapacità. Abbiamo la capacità di produrre il 50% di auto in più di quelle che vengono comprate. Dunque, speriamo che con questa crisi ci siano soluzioni di consolidamento".
Il 50 % in più di quanto il mercato ha bisogno, mentre ieri una percentuale pari al 50% se non di più delle vendite era supportata dagli incentivi del credito al consumo e del leasing.
Negli ultimi anni questo eccesso di produzione è stato assorbito dalle più svariate forme di incentivi all’indebitamento, sino alle formule esotiche che invogliavano a cambiare macchina almeno ogni due o tre anni, senza che nessuno abbia mai messo in dubbio la sostenibilità di questo ritmo di produzione.
A distanza di quasi ottantanni, l’ombra dell’eccesso di produzione e di indebitamento della Grande Depressione ritorno come un’ombra, un fantasma della storia, riproponendo in un’epoca inedita, la spirale della deflazione da debiti, una deflazione cattiva, che la storia ha conosciuto più volte negli ultimi cento anni.
Si è trattato di una inevitabile spirale che ha origine da uno sproporzionato ed esponenziale sbilanciamento della ricchezza all’interno dei paesi occidentali, riflesso condizionato dallo sfruttamento del lavoro dei paesi emergenti che ha assicurato per lunghi anni beni e servizi a basso costo, facendo scendere i redditi ed aumentando in maniera esponenziale i profitti delle imprese occidentali.
Ne in Italia, ne a livello mondiale abbiamo ancora assistito ad un solo intervento che miri ad una equa ridistribuzione dei redditi, un solo intervento che tenda a riprendere in mano la bilancia dell’economia mondiale.
JK Galbraith con la sua proverbiale ed efficace ironia direbbe che è bene che ogni tanto i soldi vengano separati dagli imbecilli e di imbecilli in questa crisi se ne sono visti a grappoli!
Nel frattempo l’intreccio finanza e politica, prosegue inesorabile oliando quotidianamente il supremo interesse del profitto esponenziale.
Come scrive Caroline Baum su Bloomberg, uno degli aspetti del controverso piano di Obama sulla ristrutturazione dell’impianto regolatore finanziario è che la Federal Reserve è stata investita della qualifica di supremo regolatore del rischio sistemico, un mix di dimensione, leva finanziaria ed interconessione, che potrebbe costituire una minaccia per la stabilità finanziaria, se non affidato a mani consapevoli e responsabili.
" In other words, the same folks who missed, or did nothing to prevent, the worst crisis since the Great Depression will definitely, absolutely, positively be able to anticipate the next one."
In altre parole, gli stessi geni che si sono addormentati al timone della nave o che non hanno fatto nulla per evitare la peggiore crisi dopo la Grande Depressione, saranno un domani in grado di anticipare positivamente e prevenire la prossima crisi….. Uh-huh. Uh-huh.
Ma ci sarebbe di peggio! Invece che eliminare il dogma del " too big to fail " e l’azzardo morale di un salvataggio onnipresente dello Stato, il piano di Obama, istituzionalizza e si espande in questa direzione.
“All systemically important companies will be subject to enhanced regulation,” says Peter Wallison, senior fellow at the American Enterprise Institute, a conservative Washington think tank. “What could that possibly mean? It means they are too big to fail.
La coppia di agenzie immobiliari governative Freddie & Fannie, 19 grandi istituti bancari, due aziende automobilistiche e un’impresa assicurativa che fungeva da hedge fund, AIG, ecco l’elenco dei colossi, too big to fail!
“We need to get rid of too big to fail,” says Allan Meltzer, professor of political economy at Carnegie Mellon University in Pittsburgh.
Per evitare il rischio sistemico si dovrebbe ridurre l’entità di queste vere e proprie centrali nucleari del rischio ed invece, questa crisi crea autentici colossi di argilla, che non possono assolutamente fallire!
Ed invece cosa accade…….
(…) No wonder small banks are voicing reservations about the plan, which has the potential “to destroy competition in every corner of the economy where you identify too big to fail,” Wallison says.
Nessuno ha il coraggio di eliminare Freddie & Fannie, perchè è politicamente impopolare, democratici e repubblicani, ne hanno fatto una sorgente da cui attingere il voto popolare.
Franks, democratico ci dice che ci sono istituzioni che non amano essere regolamentate. La regolamentazione incide sui loro profitti, quindi hanno usato la politica per sabotare, reindirizzare, annullare o deregolamentare il quadro normativo esistente.
Ecco che abbiamo scoperto che l’acqua è bagnata.
(…) The George W. Bush administration elevated this strategy to a snickering, sarcastic art form. George W. It gave us a Food and Drug Administration that sometimes looked as though it was taking orders from Big Pharma, an Environmental Protection Agency that could never rouse itself from the recliner, an energy policy that might well have been dictated by Enron, and a Consumer Product Safety Commission that moved like a rusty wind-up toy.
Per quanto riguarda il sistema bancario nulla di nuovo sotto il sole…..democratici e repubblicani, uniti sotto un unico grande disegno, l’intreccio, politica, finanza ed inprenditoria, che in Italia è a livelli spesso spettacolari!
Magari qualcuno parlerà di ideologia, di libero mercato, di autoregolamentazione, io parlo di avidità, di tracotanza di quella voglia di farsi gli affari propri senza dover rendere conto a nessuno.
Certo qualche scienziato economico pazzo ha certamente contribuito all’idealismo dell’autoregolamentazione, del mercato efficiente, sostenuto magari da modelli teorici e dati empirici, ma chiunque non abbia in se il seme dell’ingenuità comprende che il fine è sempre quello, della massimizzazione degli affari propri.
Non esistono mercati razionali, non esistono mercati perfetti, esistono equilibri delicati che vanno monitorati costantemente, senza tralasciare nulla.
Ma ecco che all’improvviso, noi di Icebergfinanza abituati al brivido, leggiamo….
(…)Besides keeping Bernanke, Obama’s options include appointing Summers or Janet Yellen [San Francicso Fed President] Summers, 54, a former Treasury secretary who heads Obama’s National Economic Council, is considered the front-runner should the president want a change.
Summers, il probabile nuovo comandante in capo della Federal Reserve, wow…… una volpe a guardia del pollaio!
"Il dopo Bernanke è già cominciato. Il suo mandato scade a gennaio. Ma sul mercato le voci corrono veloci e gli operatori hanno iniziato a chiedersi se Ben Bernanke guiderà ancora la Federal Reserve dopo quella data. Ieri, al primo di due giorni di incontri del comitato monetario della Fed stessa, è stato proprio lui a dominare il dibattito politico e mediatico attorno alla banca centrale. Al punto che un quesito in merito è stato posto anche al presidente Barack Obama all’inizio della sua conferenza stampa di ieri. “Ha fatto un buon lavoro”, ha risposto il capo della Casa Bianca, aggiungendo un laconico “no darò notizie sul futuro del chairman della Fed” e precisando che la Banca centrale “è nelle condizioni giuste per monitorare i rischi finanziari sistemici”. Secondo le prime indiscrezioni Larry Summers, oggi capo dei consiglieri economici di Obama, sarebbe in pole position a prendere in mano la Fed nel 2010." Yahoo
Probabilmente non si potrà discutere della buona fede di Bernanke nella vicenda Merrill Lynch e Bank of America ( …….molti dubbi restano invece su Geithner e in maniera particolare sul Paulson ) ma del suo integralismo ideologico che ci ha accompagnati attraverso la madre di tutte le crisi, io non ho alcun dubbio, per quanto riguarda invece l’integrità…….
" Bernanke replica di aver sempre informato chi ne aveva diritto e rivendica alla Fed di aver gestito col «più alto grado di integrità» una vicenda complessa e inusuale, in un momento drammatico della storia finanziaria del Paese. Il passaggio per lui più difficile è stato forse quello in cui Darrell Issa, un deputato repubblicano della California che è stato il suo accusatore più accanito, ha tirato fuori una mail nella quale Jeffrey Lacker (capo della Fed di Richmond, uno dei «governatori» locali dell’ Istituto federale) racconta a terzi che Bernanke gli aveva detto di essere pronto a sostituire il management della Bank of America, se Ken Lewis si fosse rifiutato di concludere l’ acquisizione di Merrill Lynch. Bernanke_resiste_al processo_ Merrill_
" Summers wants the job, Senator Robert Bennett of Utah [said].Asked if he would support Summers for Fed chairman, Bennett said: “I am told that Larry would very much like me to. I would have no objection to Larry.
Noi ad essere sinceri qualche obiezione ce l’abbiamo, basta guardare la storia e non dimenticare, come scrive Bloomberg, Larry Summers è sorridente…….
The Obama administration economist, whose name is never invoked without “brilliant” attached to it, has been touted as a likely successor to Federal Reserve Chairman Ben Bernanke . Bernanke’s four-year term ends in February, and the subject of his reappointment is starting to preoccupy the political class in Washington. (…)
Financial-market types, on the other hand, were quick to declare Bernanke toast, crown Summers as the heir apparent and concoct a conspiracy theory to fit the facts. ( Bloomberg )
Comunque vada tra finanza che riesce ad ottenere i maggiori profitti della sua storia e finanza che non trova altro che radoppiare gli stipendi base per aggirare il problema dei bonus, torniamo alla nostra amata economia reale, senza dimenticare che alle volte ci vorrebbe non solo un granellino negli ingranaggi, ma sempre più spesso un macigno, per ricordare alla finanza la sua funzione di ancella dell’economia.
Calculated Risk ci ricorda come The Leveraged Loan "Wall of Worry" la minaccia del credito non sia riferita solo alle OPITION ARMs ed ai CRE Loans, ma 75 miliardi di debiti leveraged in scadenza nel 2012, ai 150 miliardi in scadenza nel 2013 e ai 215 miliardi in scadenza nel 2014…….ma come dirà certamente qualcuno, nessun problema, tanto la madre di tutte le crisi si concluderà alla fine dell’anno o al massimo il prossimo.
Chi legge Icebergfinanza da almeno un anno sa che da sempre sostengo che non è possibile credere alla favola degli stimoli fiscali che molti continuano a raccontare come esempio per una futura ripresa dei consumi.
Come per quanto riguarda la ormai leggendaria favola del decoupling, ovvero la possibilità che altre economie raccolgano il testimone della crescita economica mondiale, anche quella delle magiche proprietà degli stimoli fiscali è stata definitivamente smascherata dagli ultimi dati americani.
Reddito personale che cresce del 1,4 % e quello disponibile del 1,6 % in maggio lasciano il tempo che trovano di fronte all’anemica crescita dei consumi ( 0,3 % ) Lo stimolo fiscale è chiaramente al lavoro, peccato che la sua inutilità abbia sostenuto la più alta percentuale di risparmio dal 1993, un impulso fine a se stesso, temporaneo.
L’immenso oceano di debito in circolazione verrà lentamente prosciugato da una inevitabile dinamica visrtuosa del risparmio, che inevitabilmente continuerà a rappresentare una seria ipoteca sui consumi.
Di una cosa possiamo essere certi, che il prossimo dato relativo al PIL del secondo trimestre non beneficerà più di tanto del contributo positivo dei consumi (PCE), magari qualcuno rispolvererà, l’arma non convenzionale del deflattore, amplificando gli effetti dell’inflazione energetica, per assicurare un dato macroeconomico, in linea con la favola dei teneri germigli verdi, ma la percentuale di risparmio al servizio del debito, preannuncia per l’autunno un tramonto infuocato dei consumi.
Sembra quasi che il Giappone abbia una fantasma per amico……la deflazione:
Calo record dei prezzi al consumo in Giappone.
Il ministero degli Affari interni e delle Comunicazioni conferma che l’indice generale è diminuito dello 0,4% mensile e dell’1,5% annuo.
Anche l’indice core, ovvero al netto dei prezzi volatili degli alimentari freschi, ha subito una frenata dell’1,1% annuo a maggio, contro lo 0,1% di aprile. La rapida decelerata, destinata per gli analisti a continuare, rilancia i timori sulla deflazione. Si tratta, infatti, della terza contrazione consecutiva su base mensile.
Il calo dei prezzi al consumo in giappone è stato causato dalla discesa dei prezzi dell’energia e dalla crisi occupazionale che induce i consumatori a tagliare le spese. Anche l’indice core dell’area metropolitana di Tokyo, considerato un anticipatore del trend dell’indice nazionale, è calato dell’1,3% annuo, contro l’1,1% previsto dagli economisti. ( SOLE 24 ORE )
Date un’occhiata a ciò che si scriveva della deflazione giapponese nel lontano MAGGIO_2007 ……certo ma in fondo a noi non succederà mai e quindi tutti a parlare di inflazione, come ad esempio l’ennesimo fantasma di GREENSPAN_sul_FINANCIALTIMES che nel suo sproloquio sussurra che l’economia reale dipende in tutto e per tutto dall’andamento delle quotazioni dei mercati finanziari, la droga dell’economia reale è sempre più l’economia di carta.
Qualsiasi sua considerazione sull’inflazione la lascio al Vostro divertimento, ormai " il maestro" è un fantasma del suo passato al punto tale che il suo vice di alcuni anni fa alla Federal Reserve, Alan Blinder, deve ricordarli che ….. ‘Why Inflation Isn’t the Danger’ QUI
Un giorno discuteremo anche della leggenda metropolitana che vede la deflazione come un terribile drago dalle mille teste, per tutti coloro che hanno un debito, dimenticando che il problema non è tanto il debito, quanto la spirale della deflazione in rapporto all’occupazione, visto che la deflazione diminuisce l’onere del servizio dal debito, attraverso una riduzione delle rate di ammortamento dei mutui.
A proposito di "Lost Decade" anche Edmund Phelps non ha peli sulla lingua……
Edmund Phelps, winner of the Nobel Prize in economics in 2006 and a professor at Columbia University in New York, said it may take as long as 15 years for households to rebuild what they lost in the recession.
Quindici anni sono tanti anche per il sottoscritto, mi auguro che non si debba aspettare cosi tanto per una naturale ricomposizione dell’immenso ed esponenziale debito prodotto in questi anni.
“The only way we’re going to get a healthy, full recovery is over a long period of time, involving households rebuilding their balance sheets,” Phelps said in an interview on June 22 with Bloomberg TV. “There’s no silver bullet that’s going to get us into good shape quickly.”
Alquanto interessante inoltre l’articolo qui sotto riportato dall’ Economist che ci ricorda come secondo una ricerca sono molti quelli che preferiscono abbandonare le loro case ogni qualvolta la dinamica dei prezzi fa si che il valore della loro abitazione diventi inferiore al mutuo residuo, amplificando ulteriormente con il tempo l’espansione delle foreclosures……..
It is easier to dump a home loan if a friend has done so too.
HOUSE prices in America have fallen so far that as many as one in five households have mortgage debt greater than the value of their homes. In a few states, borrowers are not liable for the shortfall between an unpaid loan and the resale value of the home it is secured upon. Even where borrowers are on the hook, lenders often find it too costly to pursue unpaid debts. So some homeowners may be tempted to default and escape the burden of negative equity. Economist
New research based on a survey of 1,000 homeowners suggests that one in four mortgage defaults are “strategic” —by people who could meet their payments but who choose not to. The main drivers of strategic default are the scale of negative equity, and moral and social considerations. Few would opt to renege on their mortgage if the equity gap were below 10% of their home’s value, the authors find, partly because of the costs of moving. But one in six would bail out if loans were underwater by a half.
Questa dinamica che ci propone sempre CalculatedRisk non ha bisogno di commenti!
Click on graph for large image.
Come non credo abbia bisogno di ulteriori commenti questa immagine che ci ricorda come oggi il problema numero uno è la disoccupazione……. A lost decade for Jobs…
Private sector job growth was almost non-existent over the past ten years. Take a look at this horrifying chart:
Between May 1999 and May 2009, employment in the private sector sector only rose by 1.1%, by far the lowest 10-year increase in the post-depression period. http://www.businessweek
Come diceva Galileo Galilei, non basta guardare, occorre guardare con occhi che vogliono vedere, che credono in quello che vedono.
I granelli di sabbia della finanza sono molteplici, alle volte sono autentici macigni, non è facile riuscire a ripulire gli ingranaggi di questo sistema, ci vorrà tempo, pazienza e speranza, tanta speranza, gli stessi occhi che vedono e sanno che in fondo, dietro l’angolo ci sono uomini e donne, che da tempo lavorano e vivono per un mondo migliore, un mondo dove l’uomo sia protagonista della sua vita, della sua essenza, un mondo che già esiste, da riscoprire, da coccolare, da conoscere consapevolmente per poterlo un giorno abbracciare.
" Succhiare il midollo della vita non significa strozzarsi con l’osso, c’è un tempo per il coraggio ed un tempo per la cautela ed il vero uomo sa come distinguerli. …….
e ancora, come canta Jovanotti……
(…) sconfiggere il nemico è guardarsi dentro
cercare il proprio centro e dargli vita come a un fuoco quasi spento renderlo vivo
e dargli movimento.
Rita Clementi tra le righe lascia anche questo messaggio di rassegnazione…(…) Vado via con rabbia, con la sensazione che la mia abnegazione e la mia dedizione non siano servite a nulla.
Si perchè alle volte ………
Il nemico si nasconde si mimetizza tra le pieghe della coscienza
la sua violenza è subdola il suo passo di gatto
difficile davvero coglierlo sul fatto
il nemico è tra noi è dentro di noi
per farlo fuori occorre rinunciare ad una parte di noi stessi
se un tempo era più facile lottare contro ciò che non andava
perché il nemico una faccia ce l’aveva
una voce, una bandiera
sapevi dove andare a prenderlo in giro la sera
aveva nomi e facce, ma non è più
così adesso non si vede ma lui è ancora lì più forte che mai
e sotto sotto spinge col suo dai e dai
e ha stipulato un patto con le coscienze addormentate
nella pubblicità di una realtà falsificata……
No, Cari compagni di viaggio, non esiste solo la sensazione che tutto ciò che facciamo non serva a nulla, noi abbiamo l’obbligo e il dovere di seminare, le nostre speranze, le nostre certezze, anche se, probabilmente non avremo sempre e comunque, il privilegio di assistere al raccolto finale, non almeno in questo nostro mondo.
Icebergfinanza come un cantastorie che si esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!
La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
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Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (18)
Tag: inflazione e deflazione, mercato del lavoro occupazione, mutui no recourse, tobin james, hicks john richard
Posted: under Notizie finanziarie.
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Jun 30 2009













