CREDIT DEFAULT SWAP: SPIRAGLI DI CONSAPEVOLEZZA?
Novità : Vuoi vedere i migliori Video di Trading Online? Visita Migliori Video di Trading .

Dopo aver ascoltato il grande e vecchio saggio Gandalf Volcker, bandire i "supermarket" finanziari, denunciando l’inutilità di strumenti di distruzioni di massa venduti direttamente al dettaglio anche a coloro che non hanno nulla da difendere, aver ascoltato il sussurro del governatore della BCE, Trichet, il quale teme la generale sottovalutazione del rischio sistemico prodotto dai cosidetti credit default swap e aver osservato alcuni leader europei come Angela Merkel, il presidente francese Nicolas Sarkozy e il premier lussemburghese Jean-Claude Juncker annunciare una iniziativa comune per introdurre nuove regole in merito alla speculazione sui prodotti derivati, siamo in attesa di osservare se la montagna partorirà l’ennesimo topolino di questa crisi.
" I rischi sistemici che possono sorgere da strumenti quali i credit default swaps dovrebbero essere affrontati con una maggiore regolamentazione. Lo ha detto il presidente del Financial Stability Board Mario Draghi.
«Si può scommettere che tutto ciò che ha implicazioni sistemiche avrà una regolamentazione sistemica», ha detto Draghi in una conferenza stampa rispondendo a una domanda sui credit default swaps e facendo riferimento al «naked selling» (pratica per cui si vende allo scoperto senza aver preso in prestito i titoli).
Il governatore della Banca d’Italia, nel corso di una conferenza stampa a Basilea sulla riforma del mercato finanziario, ha aggiunto che è ancora troppo presto per dire quale tipo di meccanismi normativi potrebbe usare il Fsb per affrontare la questione. Draghi ha anche sottolineato come, per evitare l’effetto-contagio verificatosi durante l’ultima crisi, esista «consenso generalizzato» a realizzare una «unica controparte centralizzata» per i derivati, piuttosto che trattarli su base bilaterale. Grazie a questo meccanismo, ha aggiunto, sarebbe possibile «assicurare una migliore trasparenza, una maggiore visibilità su questi contratti e i collaterali dietro di essi». SOLE24ORE.
«Ci sono diversi Paesi e diverse storie - ha detto Draghi - e lo stesso Fsb non è un regolatore mondiale. Noi - ha aggiunto - mettiamo a punto le misure, ne discutiamo, ma poi sono le singole autorità nazionali ad attuarle».
Che sia un chiaro messaggio per gli inglesi e gli americani , le cui economie e gli interessi privati si nutrono di hedge fund e derivati, paesi che non amano molte regole, patrie del neoliberismo, da sempre abbituati ad imporre le loro manie e le loro visioni finanziarie?
Inoltre Jurgen Stark in Virginia ha affermato che l’incapacità di afforntare le sfide a lungo termine attraverso le riforme, potrebbe tradursi in un nuovo "decennio perduto" per l’economia globale. " Il progresso è stato solo parziale sinora e le distorsioni cha hanno portato agli squilibri mondiali, sono ancora presenti. " Non solo oggi si parla giapponese e si agisce nella stessa maniera, ma pure si immagina il futuro con gli occhi a mandorla.
Detto questo, un’altra buona notizia, sembra arrivare dagli Stati Uniti, e ce la regala Mario Platero, anche se oltre gli hedge , sarebbe interessante indagare le sale operative delle banche di investimento e magari di qualche luogo inacessibile, situato ai piani alti della finanza e politica mondiale.
Finalmente! La divisione antitrust del dipartimento per la giustizia americano ha aperto un’inchiesta allo scopo di verificare se le attività specualitve di quattro hedge funds contro l’euro siano state illegali. Le lettere, con richieste di documenti di ogni genere relativi alle transazioni speculative che si sono verificate sui cambi, sono state inviate a Greenlight Capital, SAC Capitol Advisor, Paulson and Co. e al fondo di George Soros. Tre di questi fondi (mancava solo Paulson) hanno partecipato, una ventina di giorni fa, a una cena a base di pollo arrosto al limone per una ventina di persone ossessionate dalla dinamica esplosiva dell’indebitamento europeo che avrà quest’anno un fabbisogno di circa 500 miliardi di dollari. Si riuscirà a chiudere il gap a prezzi accettabili? Quanto si allargherà il cerchio degli attacchi nel post Grecia? Chi cadrà per primo? Il più debole di tutti è la Spagna. Brutta recessione, tasso di disoccupazione del 20 per cento. Deve raccogliere al più presto 85 miliardi di dollari. Se il costo dei Cds (credit default swap) dovesse aumentare per Madrid saranno guai seri.
Mi ha colpito che sia il New York Times, sia il Wall Street Journal includano ancora nei paesi vulnerabili alla speculazione anche l’Italia. Perché mai? Il nostro rapporto disavanzo Pil è pari al 5,4 per cento. Quello della Germania è al 6,3 per cento e quello della Francia sale addirittura al 7,3 per cento. Non solo, nel corso del 2010 dovremmo avere anche una modesta crescita. Eppure il rischio c’è: se gli attacchi dei fondi speculativi partono in modo coordinato, per le regole attuali che autorizzano leve anche di venti volte superiori al capitale e di investire solo su derivati come i Cds, allora tutto è possibile.
L’ho detto altre volte in queste settimane. Ci vuole un intervento dei governi per evitare che spirali speculative eccessive mettano in difficoltà intere nazioni. Il dipartimento della Giustizia Usa ha lanciato un segnale, ma non basta. Ne sono certo: oltre alle regole bancarie si devono rivedere i margini di azioni dei fondi hedge. Ormai è chiaro: non servono ad eliminare inefficienze del mercato, semmai servono ad aumentarle.
mplatero@Ilsole24ore.us
Certo Mario ormai è chiaro, non servono ad eliminare le inefficienze dei mercati, semmai le amplificano. Sarebbe interessante chiedere cosa ne pensano a Bernanke e Trichet, in passato devoti sostenitori di quelli che sono sempre stati considerati come stabilizzatori e importanti erogatori di liquidità dei mercati.
In fondo, visti alcuni risultati, il vecchio e saggio Volcker, non ha forse sostenuto recentemente che la più importante innovazione e creatività della finanza in questi ultimi anni è stato il bancomat?
Comunque vadano le cose, qualunque buona intenzione non potrà fare altro che scontrarsi con gli interessi privati di un oceano di lobbies, che cercheranno di mitigare con tutta la loro influenza qualsiasi tentativo di disinnescare quello che sembra il timer che segna il tempo che manca alla prossima Grande Depressione.
Resta chiaro che la speculazione non può cancellare gli elementi di fondo che emergono da questa crisi, ovvero l’assoluta fragilità del sistema politico e finanziario mondiale, di un sistema economico fondato sul debito, dove la politica ha assecondato per decenni l’idea di poter continuare a vivere spesso in maniera insostenibile, rimandando alle generazioni future gli eccessi attuali.
Domani esploreremo insieme il mondo degli "INSIDER", un mondo misterioso, che sta lanciando alcuni segnali, cercando di comprendere per quale motivo…
Per sostenere ICEBERGFINANZA clicca qui sotto
Icebergfinanza come un cantastorie che si esibisce nelle strade e nelle piazze delle città!
La "filosofia" di Icebergfinanza resta e resterà sempre gratuitamente a disposizione di tutti nella sua "forma artigianale", un momento di condivisione nella tempesta di questi tempi, lascio alla Vostra libertà, il compito di valutare se Icebergfinanza va sostenuto nella sua navigazione attraverso le onde di questo cambiamento epocale!
Non solo e sempre economia e finanza, ma anche alternative reali da scoprire e ricercare insieme cliccando qui sotto in ……….
Pubblicato da icebergfinanza | Commenti (10)
Posted: under Notizie finanziarie.
Tags: euro, finanza, oro, titoli, usa, wall street
Comments (0)
Mar 09 2010













